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30 maggio 2013

Critiche un po' tardivelle

Interessante e affascinante il dibattito pubblico italiano. Andrebbe studiato. Un anziano signore rispettabilissimo e onorabilissimo viene candidato da un movimento politico alla presidenza della Repubblica. Purtroppo i deputati del gruppo parlamentare cui appartenne durante la sua carriera parlamentare decidono di non votarlo, per cui l’anziano signore non viene eletto. Pochi mesi dopo, a seguito di una tornata elettorale poco soddisfacente per il movimento che l’aveva proposto, rilascia un’intervista ad un organo di informazione, il Corriere della Sera, che ospita tra le sue pagine opinionisti di ogni simpatia politica tranne quella per il movimento che aveva candidato l’anziano signore a Presidente della Repubblica. In questa intervista critica:

1) La mancanza di una presenza territoriale del suddetto movimento

2) Scelta improvvida dei candidati

3) Limitazione alla libertà di mandato dei parlamentari 

4) L’inesperienza dei parlamentari

5) L’incapacità di confrontarsi con altre forze in Parlamento

Queste critiche, caro signore, sono un po’ tardive: occorreva farle subito, magari rinunciando a correre per il Quirinale per un movimento così dirigista. Inoltre molte sono palesemente infondate:

1) Il suddetto movimento è assai organizzato dal punto di vista territoriale: esso si basa su centinaia (se non migliaia) Meetup, che hanno tutti i limiti e i pregi delle sezioni di partito.

2) Il suddetto movimento da sempre ha scelto una sola via per indicare i candidati: l’elezione democratica da parte degli attivisti. Si può criticare questa scelta (col rischio di apparire vagamente snobistici pretendendo che le proprie scelte siano migliori di quelle del popolo bue), ma bisognava farlo subito.

3) Ad oggi il capo politico del movimento suddetto si è mostrato intransigente su due voti parlamentari: il voto per il presidente della Repubblica, e il voto di fiducia ad un eventuale governo Bersani. Secondo lei, caro signore, se Lei avesse votato la fiducia ad un governo Andreotti il gruppo parlamentare cui apparteneva non avrebbe chiesto la sua espulsione? Mi sa citare Lei o qualsiasi giornalista altri campi di limitazione del vincolo di mandato dei parlamentari del suddetto movimento?

4) Evidentemente, caro signore, anche un orologio fermo fa due volte al giorno l’ora esatta se non ha trovato nulla da dire quando questi inesperti parlamentari hanno scelto il Suo nome come presidente della Repubblica. Comunque non ricordo certo a Lei che la stragrande maggioranza dei padri costituenti non aveva avuto precedenti incarichi parlamentari.

5) Diversamente dagli altri partiti che giuravano e spergiuravano che non avrebbero mai più governato assieme ed ora si spartiscono gli incarichi di governo, il movimento suddetto ha mantenuto la sua promessa elettorale, quando si è trattato di votare la fiducia ad un governo politico a guida Bersani (ex segretario Pd, quello di “Grillo, fascismo della rete”)


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permalink | inviato da Appunti il 30/5/2013 alle 17:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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